Brevi riflessioni di fisica quantistica: Questa "assurda" natura

4/07/2017

L'autore racconta


  • Bisogna concluderne che la fisica, scienza profondamente esatta, è ridotta a calcolare la sola probabilità di un evento, invece di prevedere che cosa accade in ciascun caso singolo? Ebbene, sì. È un ripiegamento, ma le cose stanno proprio così: la Natura ci permette di calcolare soltanto delle probabilità.”

    Richard Phillips Feynman è stato uno dei più importanti ed eccentrici fisici del Novecento. Amava definirsi “Nobelist Physicist, teacher, storyteller, bongo player” – cioè: Fisico premio Nobel, insegnante, cantastorie, suonatore di bongo – e alcune sue definizioni sono riuscite a uscire dagli angusti confini degli ambiti scientifici e ad arrivare alla cultura di massa. Una di queste è: la Natura è assurda.

    Feynman espresse questa sua personale opinione nel volume “QED – La strana teoria della luce e della materia” del 1985. I motivi, a suo dire, sono molti. Il primo e fondamentale, è quello riportato nella citazione iniziale: la Natura, a livello quantistico, non ci permette più di predire esattamente quello che succederà ma ci consente solamente di calcolare la probabilità con cui potrebbe accadere. Si tratta di una rivoluzione epocale del pensiero; e non sono solo di quello fisico. Prendere atto che la Natura è assurda e che alcuni suoi comportamenti appaiano incredibili o inaccettabili, ci permette di confrontarci con le sue logiche senza avere la presunzione di riuscire sempre a comprenderle.

    Fabio Fracas


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Fabio Fracas

Fabio Fracas insegna fisica all'Università di Padova ed è Graduate Research Assistant presso la Florida Atlantic University. Giornalista, musicista, editor, scrittore, ha pubblicato diversi testi di saggistica e di poesia....

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