IL SEGRETO DELLA FERTILITÀ - intervista alle autrici

19/09/2017

L'autore racconta


  • Dal 19 settembre in libreria IL SEGRETO DELLA FERTILITÀ di STEFANIA PILONI e SIMONETTA BASSO: un manuale che non è l'ennesimo libro sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

    Questo libro nasce dall'intento di aiutare la coppia a potenziare il dono di procreare, senza perdere di vista il benessere individuale e l'intesa di relazione. Abbiamo fatto qualche domanda alle autrici per capire meglio gli argomenti trattati nel libro.

    La sterilità come malattia delle emozioni: perché?

    La culla vuota è spesso un ostacolo imprevisto, una possibilità che non viene presa in considerazione a priori: ecco perché la diagnosi di sterilità scatena nell’immediato una reazione di choc e di incredulità. Reazione che lascia ben presto spazio a un groviglio emotivo, in cui si mischiano sensazioni di incompletezza, frustrazione, senso di colpa, rabbia, vergogna… Ogni mestruazione si trasforma in una sconfitta mensile, in un’ennesima delusione. Ogni fallimento del progetto bambino, tanto più se successivo a una fecondazione assistita, viene vissuto come un lutto. Gli aspiranti mamma e papà si sentono soli in un mondo fertile, spesso evitano di trascorrere il proprio tempo con amici che hanno bambini piccoli, e si chiudono in loro stessi. Ma la sterilità può minare dall’interno la stessa intimità e stabilità di coppia, dal momento che finalizza la sessualità al concepimento lasciando poco spazio al gioco e alla spontaneità.  


    Quali solo le principali cause della sterilità femminile?

    La causa principale è legata a squilibri ormonali, che hanno come conseguenza una cattiva ovulazione o un’insufficiente preparazione dell’utero a ricevere e “trattenere” l’embrione. La ricerca di una gravidanza dopo i 35 anni può ulteriormente peggiorare le cose. Infine, a minacciare la fertilità della donna possono essere anche le alterazioni anatomiche come i fibromi, i polipi uterini e le cisti ovariche, oltre a malattie che colpiscono gli organi riproduttivi. A cominciare dall’endometriosi, caratterizzata dalla crescita anomala nell’addome del tessuto che riveste le pareti interne dell’utero.


    Quali quelle della sterilità maschile?

    A differenza delle donne gli uomini non si sottopongono a controlli periodici per il benessere della fertilità e proprio per questo motivo scoprono spesso in ritardo di essere affetti da una condizione che mette a rischio il potenziale fertile, dal varicocele (vena varicosa del testicolo) alle prostatiti (infezioni della prostata) recidivanti, alle cisti testicolari. Stress, abitudini di vita scorrette, vita sedentaria e fumo di sigaretta non fanno che peggiorare le cose. Il risultato è spesso un seme poco fertile, con un numero ridotto di spermatozoi oppure con spermatozoi troppo lenti per assolvere al loro compito.


    Quanto influisce l’età nella perdita di fertilità?

    L’età è estremamente importante, soprattutto sul versante femminile. Dopo i 35 anni le donne perdono gran parte del loro patrimonio fertile e dopo i quarant’anni le possibilità di concepire, ogni mese, sono pari soltanto al 10%. Anche l’età maschile, al contrario di quanto comunemente si crede, è importante, soprattutto per garantire il corretto corredo cromosomico  all’embrione: non a caso, con l’avanzare dell’età paterna (oltre che materna) aumenta il rischio di aborto (che è poi il modo con cui spesso la Natura seleziona gli embrioni sani). La tentazione di procrastinare la scelta di diventare genitori sembra trovare conforto nel fatto che, grazie ai progressi della scienza, molte coppie non più giovani riescono ad avere un figlio. Spesso però si ignora che a questo risultato non si arriva naturalmente, ma solo affrontando il difficile cammino della procreazione medicalmente assistita o addirittura della fecondazione eterologa.


    Due accorgimenti pro-concepimento per lui e per lei

    Il primo è sicuramente mantenere il giusto peso corporeo, evitando sottopeso e sovrappeso, entrambi grandi nemici della fertilità femminile e maschile. Il secondo è quello di mantenere una sessualità vivace e spontanea, e di non commettere l’errore di avere pochi rapporti mensili finalizzati unicamente al concepimento. A parte che bisogna sapere come individuare i giorni giusti, e non è così scontato riuscirci, anche quando è il medico a indicarli è meglio non limitarsi! Far l’amore con intensità e trasporto scatena un’onda nei neurotrasmettitori, fra cui l’ossitocina, che facilita la fecondazione. Non a caso molte coppie concepiscono in estate, durante le vacanze, quando ci si lascia lo stress alle spalle e la sessualità è più libera e spontanea.


    Cos’è la fecondazione naturale?

    Significa ottenere il meglio dalla capacità, maschile e femminile, di concepire. Il potere riproduttivo degli esseri umani è una grande legge biologica e una delle chiamate più importanti della vita stessa. Talvolta però questo potere è appannato, logorato da alterazioni ormonali e da una vita carica di stress. La procreazione spontanea può essere allora “naturalmente assistita”, ossia aiutata da rimedi e accorgimenti (soprattutto alimentari) che facilitano il concepimento. Ottenere una gravidanza in modo naturale è talvolta possibile anche per coppie che hanno fallito percorsi classici di procreazione medicalmente assistita.


    Perché ricorrere a metodi naturali?

    I rimedi naturali sostengono i fenomeni biologici riproduttivi e li esaltano, portando al massimo la capacità fecondante dell’uomo e della donna. Fitoterapia, omeopatia, ormoni bíoidentici, agopuntura e tecniche di rilassamento sono importanti poi sia in un percorso di ricerca naturale, sia in affiancamento alle tecniche di fecondazione in vitro. Le stimolazioni ormonali della PMA causano spesso effetti collaterali che la medicina naturale può bilanciare, con benefici sull’umore e sul drenaggio dell’intero organismo, “preso d’assalto” dagli ormoni. Insomma, i rimedi naturali lavorano bene da soli, per potenziare la fertilità spontanea, ma anche come supporto alle terapie tradizionali per la sterilità.


    L’alimentazione: tre cibi pro e tre cibi contro?

    Cominciamo con gli alimenti da evitare: quelli ipercalorici, innanzitutto, che ostacolano il buon lavoro dell’insulina, ormone fondamentale per la fertilità, soprattutto per le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico.  Anche l’eccesso di carni rosse e di grassi animali, soprattutto di formaggi, appesantisce come una zavorra il bilancio metabolico. No anche ai cibi light e troppo trasformati, che spesso contengono dolcificanti e grassi trans. Elisir di fertilità sono invece gli Omega di pesce azzurro, alghe oppure semi (lino, girasole, mandorle, noci…). E poi gli antiossidanti (vitamine e micronutrienti) di frutta e verdura, che proteggono ovuli e spermatozoi:  alcuni cibi ricchi di vitamina C, come il Camu Camu, offrono grandi vantaggi nelle donne, mentre il licopene presente nei pomodori attiva la fertilità negli uomini. Infine due minerali-chiave: lo zinco di tuorlo e ostriche per lui e il ferro (contenuto in carne, uova e frutta secca) per lei.


    In che cosa consiste l’approccio naturale?

    Consiste in una scelta estremamente personalizzata degli integratori naturali. Questi rimedi sono scelti in base non solo alla storia clinica e ormonale della persona, ma anche a quella emotiva: perciò si parla di approccio olistico, dove corpo e mente sono strettamente connessi e non separabili. Piano fisico ed emozionale hanno infatti pari valore nell’ambito naturale, e il progetto terapeutico riguarderà entrambi. La coppia per esempio potrà giovarsi di una cura con la Maca peruviana, pianta dal grande potere fertile, associata a una terapia per limitare lo stress lavorativo o per migliorare l’intesa sessuale di coppia.


    Quando e perché si arriva alla procreazione medicalmente assistita?

    Con la PMA  la coppia affida la propria capacità riproduttiva a medici e biologi altamente preparati a questo compito. Potrebbe essere il primo e l’unico suggerimento possibile, se per esempio una donna presenta entrambe le tube chiuse. Di solito però il ricorso la fecondazione in vitro è l’ultima tappa di un percorso medico che comincia con un’induzione farmacologica dell’ovulazione e con rapporti sessuali programmati. Si tratta insomma della soluzione più “elaborata” e della tecnica di più alto livello che il ginecologo può proporre. L’intento del nostro libro è che la coppia, prima di arrivare a questo passo, possa davvero sfruttare al massimo il proprio potere procreativo, imparando a tutelarlo per tempo e potendo contare, all’occorrenza, sul sostegno di un’ottima medicina naturale estremamente personalizzata. In grado di affiancare anche la stessa procreazione medicalmente assistita, se questa si dovesse rivelare inevitabile. 


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